giovedì 17 maggio 2012

IMPIANTO ARCHITETTONICAMENTE INTEGRATO DA 2.820kWp


In risposta ad una domanda postaci i giorni scorsi, questa è la tabella indicativa dei valori produzioni, incentivi GSE, risparmio in bolletta e scambio sul posto per questo impianto architettonicamente integrato.

Tariffa Incentivante 1° semestre 2012 [€/kWh]
€0,418

Energia Prodotta al netto delle perdite di sistema [kWh]
~ 2.908,16
Tariffa Incentivante GSE [€]
~ 1.215,00
MEE annuale (Mancato Esborso Economico) [€]
~ 270,00
Disciplina SSP (Scambio Sul Posto) annua [€]
~ 140,00
TOTALE ANNUO INCENTIVO + MEE + SSP
~ € 1.621,00
TOTALE TARIFFA INCENTIVANTE PER 20 ANNI [€]
 ~ € 22.760,00
TOTALE MEE PER 25 ANNI [€]
 ~ € 8.460,00
TOTALE SCAMBIO SUL POSTO PER 25 ANNI [€]
 ~ 3.226,00
TOTALE 25 ANNI INCENTIVO + MEE + SSP
~ € 34.446,00

mercoledì 16 maggio 2012

FOTOVOLTAICO E BOLLETTE ENEL

In questi giorni ci è stata posta più volte la domanda: perchè le mie bollete Enel, nonostante abbia installato un impianto fotovoltaico, non sono calate?

Questo argomento è, purtroppo, spesso occasione di confusione e false informazioni.

Enel fattura esattamente quel che consumiamo.
Il risparmio in bolletta deriva dall'uso dell'energia che autoproduciamo, se non sfruttiamo le ore diurne in cui il nostro impianto sta producendo, non sfrutteremo alcun beneficio economico in ordine al risparmio in bolletta. Ciò non vuol dire che alla nostra produzione non venga riconosciuto alcun beneficio economico, ma solo che non è Enel che ci ristorerà.



Se immettiamo l'energia prodotta in rete anzichè autoconsumarla, per poi richiamarla magari la sera, accade questo: Enel fatturerà i reali consumi e se quindi non avremo cambiato le nostre abituti energetiche le bollette avranno importi simili a prima dell'impianto, mentre GSE con la disciplina dello Scambio sul Posto ci ristorerà della produzione immessa.
Non è pratica ottimale questa perchè il costo d'acquisto è sicuramente maggiore di quello che ci viene riconosciuto come produttori.

Ribadendo il concetto espresso in una risposta lasciata ad un lettore nei giorni scorsi, sarebbe buona norma sfruttare quanto più possibile la nostra produzione, quindi, ad esempio, utilizzare lavatrici, lavastoviglie, condizionatori e quant'altro durante il giorno, in modo da autoconsumare la nostra energia.

Utilizzando tariffe vecchiotte di un anno ma che comunque ci danno l'idea del concetto ed intendendole in termini assolutamente esemplificativi questo è più o meno quanto accade: acquistiamo e paghiamo energia in bolletta a circa 0,18 €/kWh.
L'energia prodotta che non consumiamo ed immettiamo in rete ci viene ristorata da parte di GSE a circa 0,14 €/kWh per una quota pari alla quantità di energia consumata (un po' come se ci venisse riconosciuto che l'energia pagata ed Enel era già nostra) e l'eventuale eccesso di immissione ci viene invece ristorato a circa 0,08 €/kWh.


Ne seguono quindi due importanti considerazioni: l'inutilità, a nostro parere, di sovradimensionare gli impianti residenziali e l'opportunità di autoconsumare la propria produzione il più possibile.

giovedì 10 maggio 2012

IL V CONTO ENERGIA ED IL FOTOVOLTAICO RESIDENZIALE

Tra una polemica e l'altra - è dei giorni scorsi una nota dell'ex ministro Prestigiacomo nella quale afferma "questo governo punta a raggiungere l’obiettivo, mai dichiarato, di compensare i rincari del gas, vero motivo della lievitazione delle bollette, a spese delle rinnovabili” - la data dell'incontro Stato-Regioni non è ancora stata fissata e quindi ancora è tutto è incerto riguardo alla data ed alle condizioni di applicazione del prossimo Conto Energia, tanto più che sindacati e principali associazioni di settore hanno già presentato richieste e proposte per apportare modifiche al decreto.

Da sempre siamo convinti che un impianto fotovoltaico in ambito residenziale non debba essere inteso come un "fondo di investimento", ma quale uno strumento di risparmio attraverso il quale produciamo energia pulita contribuendo a ridurre le importazione estere e le emissioni di CO2.

Le regole di accesso agli incentivi cambieranno, il loro valore subirà un calo sensibile, ma gli impianti - dalle prime simulazioni effettuate - continuerranno ad essere ammortizzabili entro 10 anni e con il prevedibile calo del costo del materiale tale tempistica potrà migliorare.

Ci muoviamo nel reale, non scriverò di smart grid, di borsa elettrica in crisi per l'esubero di energia causato dalla produzione di fonti rinnovabili, di un sistema di rete sovracaricato, delle problematiche tecniche, delle politiche energetiche. Tutti argomenti di estremo valore, ma non è questo il nostro argomento.

Stiamo terminando in questi giorni l'installazione un piccolo impianto residenziale che rientrerà come tempistica nell'attuale IV Conto Energia:

- ammortamento in 6 anni
- risparmi sulla bolletta nell'ordine dei 300,00 €/anno (stimati su un contratto/consumo standard da 3kW) e destinati ad aumentare con l'aumento della tariffa elettrica
- rimanenti 14 anni di incentivo GSE, a compensazione dell'investimento effettuato, che ammonta in totale a circa 15.000,00 € (questo è tutto "guadagno")
- un piccolo contribuito aggiuntivo derivanti dalla disciplina di Scambio Sul Posto

eppure un anno fa, di fronte al IV CE, si scriveva dappertutto che non aveva più alcun valore economico l'installazione di un impianto fotovoltaico.


Con il nuovo V CE, gli incentivi caleranno, lo Scambio Sul Posto non ci sarà più. Ebbene?
Avremo comunque il medesimo risparmio in bolletta, ammortizzeremo in 10 anni e i rimanenti 10 di incentivo avranno un valore economico inferiore, ma restano pur sempre di "guadagno". Saranno la metà? soli 7/8.000,00 Euro? come vedersi ripagato due volte l'impianto!

Un impianto FV non è impianto di efficientamento energetico, risparmiamo soldi, non energia e consumi. Questi risultati si ottengono con ben altri interventi di riqualificazione, più efficaci certo ed anzi da noi preferiti nell'ottica del valore di mercato di un edificio e del suo costo di esercizio, ma decisamente di non così importante ritorno economico.

lunedì 30 aprile 2012

E LA CALDAIA?

Nel nostro modo di pensare la caldaia è uno di quegli apparecchi che si sostituiscono solo ed esclusivamente a fine ciclo. Ma perchè?
Nei consumi e quindi nei costi energetici residenziali il riscaldamento ha un'incidenza di circa il 70% del fabbisogno totale di energia.


E' proprio nel suo "ammodernamento" che troviamo il più elevato potenziale di risparmio.
Con l'uso di caldaie a condensazione, solare termico per la produzione di ACS e l'eventuale integrazione al riscaldamento o pompe di calore, si possono ottenere riduzioni di consumi che vanno dal 30 al 40%.

Senza affatto dimenticare che l'efficientamento energetico di un edificio si ottiene a seguito di molteplici interventi quali l'isolamento dell'involucro o la sostituzione dei serramenti, è fuor di dubbio che il miglior rapporto tra costo e risparmio, anche con riferimento ai tempi di ammortamento, è dato proprio dalla sostituzione della caldaia che, lo ricordiamo, beneficia della defiscalizzazione del 55%.

sabato 28 aprile 2012

COSTO ENERGIA ELETTRICA IN CONTINUO AUMENTO

Il costo dell'energia elettrica è nuovamente aumentato, con la deliberazione dello scorso 26 aprile, l'Autorità per l'Energia Elettrica ed il Gas ha deliberato un aumento del 4,3% che, stima nello stesso documento pari a circa 21,00 €/annue ad utenza tipo.

L'argomento è fonte di aspre polemiche in queste settimane.
 

Da un lato chi sostiene - come il ministro Clini - che le fonti rinnovabili "coprono oggi il 26% dell'offerta di elettricità. Il peso delle fonti rinnovabili sulla bolletta elettrica è pari a circa il 20%, e rimarrà pressoché costante nel prossimo triennio, di fronte a un aumento dell'offerta di elettricità dalle fonti rinnovabili fino a circa il 35%, per effetto della rimodulazione in basso degli incentivi, che abbiamo concordato con i ministri Catania e Passera. Un peso proporzionato” aggiungendo inoltre, citando i dati della Borsa Elettrica: “domenica 15 aprile, per esempio, il prezzo medio era sceso a circa 72 euro per mille chilowattora, ma nelle ore centrali della giornata è ad appena 35 per effetto dell'elettricità prodotta dalle rinnovabili”. Occorre poi tener conto del fatto che la bolletta elettrica “copre sia l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili e da centrali convenzionali, sia in gran parte i costi della non produzione dalle centrali convenzionali «spiazzati» dalle fonti rinnovabili”.

L'AEEG ha risposto con la pubblicazione della "bolletta trasparente" nella quale vengono dettagliate le varie componenti della bolletta ed il loro peso economico.

https://docs.google.com/open?id=0B8TudKEKoYEjOG9xWEJiZnlaU1k

Qualcuno ricorda ad AEEG che se si tenesse conto dell'abbassamento di richiesta - e quindi di produzione e quindi di costo - dell'energia diurna, grazie proprio alla produzione da fonti rinnovabili, e si cominciasse a controllare la formazione del prezzo, buona parte dei costi imputati alle rinnovabili, potrebbere essere recuperati.
Comunque sia a noi restano la bollette da pagare.
Non siamo dei fanatici del fotovoltaico e, per quanto quest'opinione parrà insolita, non siamo così scontenti del nuovo prossimo V Conto Energia in termini di sostanza, semmai lo siamo per il clima di incertezza che genera.

Scegliere di installare un impianto fotovoltaico non può e non deve essere l'alternativa ad un "fondo di investimento": è un impianto nel sistema edificio e soprattutto nel residenziale ha ben altri fini che quello del business.
Produce energia per l'autoconsumo e riduce le nostre bollette elettriche a fronte di un investimento che è ormai inferiore ai 10.000,00 Euro e che, quand'anche con qualche anno in più dovuto al calo di incentivi, si ripaga da sé ben prima del termine della sua vita.
Non c'è oggi un altro investimento di efficientamento residenziale che ci offra i vantaggi economici che questo tipo di impianti generano.

Resta fermo che non sia il primo intervento in ordine di importanza nella riqualificazione energetica di un edificio, ma diverso è affermare che non abbia più senso o convenienza.

venerdì 20 aprile 2012

POMPE DI CALORE E 55%

Perchè non posso usufruire del 55% per l'acquisto del condizionatore estivo?

Oggi i condizionatori estivi sono quasi sempre pompe di calore, ossia producono anche caldo godibile nelle mezze stagioni, e questo genera spesso confusione a tal proposito.


La normativa del 55% prevede l'accesso alla defiscalizzazione delle pompe di calore, ma considerandone la sostituzione e non l'integrazione.
La stessa Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 458/E del 2008, ne precisa l'applicabilità sottolineando il concetto di sostituzione totale dell'impianto di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza.


Semplificando: il condizionatore estivo - quand'anche pompa di calore - non è la stessa "macchina" che la normativa intende quando fa riferimento alla detraibilità.


Le pompe di calore sono sistemi si riscaldamento affascinanti, che ci permetterebbero - almeno in teoria - di utilizare come combustibile l'aria esterna o, tramite l'utilizzo di sonde, le temperature di falde d'acqua o del terreno. Dedicheremo prossimamente un post all'argomento che è vasto ed oggetto di continua innovazione tecnologica.
Resti che l'adozione di un simile sistema di riscaldamento prevede un'ottima coibentazione dell'involucro edilizio ed un riscaldamento a bassa temperatura.


Se velete approfondire, potete consultare:
Guida Agenzia delle Entrare sul risparmio energetico https://docs.google.com/open?id=0B8TudKEKoYEjRmVBX3Z6RlAxLVU
Faq ENEA https://docs.google.com/open?id=0B8TudKEKoYEjOFZfUTQxdWxKZ3M

Risoluzione AdE 458/E https://docs.google.com/open?id=0B8TudKEKoYEjMm9JQTRRMGE3LVE

domenica 15 aprile 2012

SCHEMA V CONTO ENERGIA

E' stato varato i giorni scorsi lo schema di decreto ministeriale che dovrà passare all'esame della Conferenza Stato-Regioni e dell'Autorità per l'Energia.



Qui trovate il testo.

https://docs.google.com/file/d/0B8TudKEKoYEjRTZOV0pkbXY2RFU/edit

A breve posteremo le nostre opinioni in merito.

mercoledì 11 aprile 2012

ACQUISTO SERRAMENTI ED IVA

A quale aliquota và calcolata l'IVA per l'acquisto dei serramenti (c'è chi mi dice al 10%, chi al 21% e chi metà e metà)?


Il regime agevolato prevede l’applicazione dell’IVA ridotta al 10% per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali.
Quando alla fornitura di servizi vengono aggiunti anche beni significativi, l'IVA ridotta al 10% è a questi riservata sino alla concorrenza dell'importo dei servizi.


Facciamo un esempio pratico:
Acquistiamo serramenti nuovi per un importo totale di 12.000,00 Euro IVA esclusa di cui
10.000,00 Euro beni significativi ossia i serramenti e 2.000,00 Euro posa in opera.

In fattura, l'IVA verrà così calcolata:
Posa in opera ad IVA agevolata del 10% -> 2.000,00
Beni significativi sino a concorrenza del valore dei servizi ad IVA agevolata del 10% -> 2.000,00
Beni significativi ad IVA ordinaria del 21% -> 8.000,00


Qui trovate la guida redatta dall'Agenzia delle Entrate riguardo la defiscalizzazione del 55% con le specifiche ed i dettagli del regime

https://docs.google.com/open?id=0B8TudKEKoYEjUDlTclVuM0pyTFk

venerdì 9 marzo 2012

QUANTA VITA ANCORA AL IV CONTO ENERGIA?

Il IV Conto Energia è nato fortemente sbilanciato, basti pensare che in Germania in quel periodo gli incentivi del fotovoltaico erano più bassi di circa il 20% e della stessa percentuale è inferiore la loro disponibilità di sole.
Forse proprio per queste ragioni nel DM 5 maggio 2011 sono stati inseriti tetti massimi di potenza installabile e di costi di incentivazione ammessi (sia indicativi annuali che totali per la durata di vigore prevista per il conto energia ossia il 2016) al raggiungimento dei quali le tariffe potranno essere riviste.
Ci siamo: abbiamo raggiunto già la quota di 4 miliardi circa di Euro di incentivi e quasi certamente con i restanti 2-3 miliardi non potremo arrivare alla scadenza del Conto Energia.

I piccoli impianti hanno goduto e godranno sino alla fine dell'anno in corso di un regime "transitorio" che, a differenza di quanto accade per i grandi impianti, non tiene conto dei tetti annuali, garantendo gli incentivi indicati nel decreto stesso.
A partire dal 2013 anche i piccoli impianti andranno a concorrere al raggiungimento degli obiettivi sopra indicati - sempre sperando che la disponibilità economica copra tutto l'anno in corso - e quindi, oltre alle riduzioni tariffarie già programmate, potrebbero correre il rischio di un blocco totale del Conto Energia vigente.

Non siamo certo in grado di prevedere il futuro, né forse ci interessa farlo perchè non particolarmente allarmati, ma certo questi sono i numeri e crediamo che se ne debba tener conto.
L'obiettivo è la grid parity ossia il momento in cui il costo a kWh dell'energia fotovoltaica sarà pari al costo di quella prodotta da fonti convenzionali: fare o meno un impianto FV a quel punto sarà semplicemente una scelta.

giovedì 1 marzo 2012

IMPIANTI TERMICI ED AFFINI

In attesa del (forse) prossimo Conto Energia Termico, affrontiamo pro e contro degli impianti solari termici in ambito residenziale.


La destinazione d'uso in tale realtà è la produzione di ACS (acqua calda sanitaria) e l'integrazione al riscaldamento ed, al momento e sino a fine d'anno salvo nuove modifiche normative, l'installazione di questi impianti è incentivata dalla detrazione fiscale del 55%.

L'impianto solare termico trasferisce il calore ricevuto dalla radiazione solare all’acqua destinata agli usi sanitari o al riscaldamento. Fornisce dunque le sue massime potenzialità nelle zone assolate e d'estate, ma in Italia può essere installato vantaggiosamente a tutte le latitudini e per quanto possa apparire paradossale, la configurazione per l'integrazione al riscaldamento si giustifica maggiormente al nord.
Nel dimensionare un impianto si tiene conto di diverse variabili: il fabbisogno di acqua calda sanitaria nei diversi mesi dell'anno, il numero di persone che abitano la casa e le loro abitudini in ordine al consumo, la quantità di radiazione solare disponibile in quella zona, la scelta di effettuare anche integrazione al riscaldamento

Questi impianti non sono comunque mai progettati per coprire il 100% del fabbisogno totale.

Nel caso di ACS, ad esempio, all'aumentare della dimensione dell'impianto corrisponderebbe un eccesso e quindi uno spreco di produzione di energia nei mesi estivi (che potrebbe anche comportare la necessità di dissipazione) e quindi un inutile aumento di costi; pertanto vengono di norma progettati in modo da coprire il 60-70% dei consumi annuali.

Se l'uso più diffuso di questi impianti è la produzione di acqua calda sanitaria, non va dimenticato che possono essere utili anche per il riscaldamento.
Lo svantaggio principale di questa applicazione è che, a differenza dell’ACS il cui fabbisogno è costante nelle stagioni, il riscaldamento degli ambienti serve maggiormente quando c’è meno sole.
In questa specifica applicazione il solare termico può soddisfare al massimo il 40% del fabbisogno.
Si ha convenienza nell'integrazione del solare termico al riscaldamento a condizione che l'edificio sia ben isolato, dotato di una caldaia efficiente e di un riscaldamento a bassa temperatura.

Interessanti soluzioni sono gli impianti PVT (comunemente detti "ibridi") in grado di produrre  contemporaneamente energia elettrica e termica.
Essi sono ideali là dove il consumo di acqua calda sia importante, tipicamente: condomini, agriturismi, bar e ristoranti, centri sportivi, strutture ricettive e in genere in caso di presenza di piscine e/o pompe di calore a compressione che utlizzino resistenze elettriche nelle settimane di freddo intenso.

Questi impianti oltre a godere degli incentivi del fotovoltaico per i kW installati, godono delle defiscalizzazioni riservate al termico e generano risparmi su entrambe le bollette.

A giorni inseriremo nella gallery le foto di un impianto di quest'ultimo tipo di cui stiamo curando l'installazione idraulica in collaborazione con altra azienda del settore.